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| Caetano Veloso, lors du Festival de chanson italienne de Sanremo, en Italie. ETTORE FERRARI/EPA/MAXPPP |
Comunità Italiana
21
de março de 2013
O baiano brilha em Sanremo
Horas
depois de levantar uma multidão pelas ruas de Recife na última noite de
Carnaval, Caetano Veloso, do alto dos seus 70 anos, desembarcou em Sanremo, na
Itália, para participar como convidado ilustre do mais importante festival de
música do país. Na noite do dia 16 de fevereiro, o cantor e compositor subiu ao
palco do 63º Festival de Sanremo, em uma noite marcada pelas apresentações das
grandes canções que marcaram os 63 anos do evento, para presentear o público
com sua voz doce e suave, cantando, em português, Você é linda. Logo depois,
entoou em italiano, emocionando os 12 milhões de expectadores de todo país que
o assistiam ao vivo, a canção Piove (Ciao Ciao Bambina), a balada romântica de
Domenico Modugno vencedora do Festival em 1959. O momento alto ocorreu quando o
pianista milanês Stefano Bollani convidou o cantor brasileiro para um dueto e
juntos tocaram Come Prima, lançada com sucesso em 1957 por Tony Dallara.
—
Tenho uma relação de profundo afeto com o público italiano, que, por alguma
razão misteriosa, tem uma pequena mas significativa parcela interessada em
minha música, em minha voz, em alguma coisa minha — declarou, modesto, o cantor
baiano em depoimento exclusivo à Comunità Italiana.
Pela
segunda vez em Sanremo, após ter recebido o Prêmio Tenco, em reconhecimento à
sua contribuição para a música autoral no festival de 1990 e ter cantado ao
lado de Tom Jobim Eu sei que vou te amar, Caetano admite o nervosimo no palco
diante das câmeras.
—
Acho que era responsabilidade demais, pois, embora tenha feito um ensaio calmo
com a orquestra amável e o querido maestro Aldo Brizzi, fiquei nervoso na hora
de tocar ao vivo. Só relaxei quando Stefano Bollani me pediu para cantar Come
Prima com ele: seu piano maravilhoso me amparou — revela.
Além
de Caetano, o palco do Teatro Ariston abrigou, ao longo das cinco noites do
Festival, diversos convidados ilustres, a exemplo do ex-jogador Roberto Baggio,
do tenor italiano Andrea Bocelli e da ex-primeira-dama francesa Carla Bruni,
que cantou uma de suas canções. A 63ª edição do evento, que é realizado
ininterruptamente desde 1951, teve como grande vencedor deste ano o jovem Marco
Mengoni. Com a canção L’essenziale, desbancou os outros 13 concorrentes. Ao
longo das décadas, o Festival della Canzone Italiana foi responsável por lançar
grandes nomes da música ao estrelato. Entre eles, o cantor Roberto Carlos, que,
em 1968, se tornou o primeiro — e único — brasileiro a vencer o festival ao
interpretar Canzone Per Te, do compositor italiano Sergio Endrigo, que logo
virou hit no Brasil. Outros grandes nomes também já brilharam nos palcos desta
pequena e charmosa cidade da Ligúria. Entre eles, o jovem Eros Ramazzotti,
surgindo para o sucesso ao vencer o festival de 1984 com Terra Promessa, ou uma
desconhecida Laura Pausini que, em 1993, venceu com La Solitudine. No ano
seguinte, foi a vez de Andrea Bocelli se sair o vencedor na categoria jovem com
Il Mare Calmo Della Sera.
periodico
di informazione dell’associazione Università delle
anno
5 - numero 6 - ottobre / novembre / dicembre 2014
Aldo Brizzi un alessandrino nel mondo
Forse capita dappertutto. Ma ad
Alessandria di più.
Una
strana indifferenza verso quei
concittadini che si distinguono in ogni aspetto sociale.
Sia
nel passato che nel presente.
Non
senza emozione, sono seduto per una chiacchierata, davanti ad un invitante
aperitivo, con Aldo Brizzi compositore, direttore d’orchestra, produttore
discografico di fama
internazionale. Nato in Alessandria nel 1960. Laureato all’Università di
Bologna (DAMS).
Studi di composizione con Aldo Clementi, Brian
Ferneyhought, Nicolò Castiglioni.
Corsi, come allievo effettivo con Sergiu Celibidache, Leonard Bernstein e
molti altri nomi importanti. Nel 2013 ha preparato gli arrangiamenti e diretto
l’Orchestra di Sanremo per la presentazione al Festival di Caetano Veloso suo
amico e prestigioso
esponente della canzone colta brasiliana. Il curriculum della sua vita artística
è costellato di importanti tappe. Tra I commenti della stampa nazionale e
internazionale riporto quello di Elisa Manisco de La Repubblica ‘Aldo Brizzi è
una specie di miracolo. Italiano, è riuscito a firmare uno dei più interessanti
dischi di musica brasiliana e tradizionale,
minimalista e lussureggiante, colto e popolare.’
Affabile e sorridente si racconta.
‘A 15
anni, dopo le medie, avevo già le idee chiare. Volevo fare il compositore
creando uno
choc in famiglia che però mi ha appoggiato.
Mio
zio, proprietario di un’azienda che produceva fanali per la Fiat, mi aveva già
pianificato la sua successione. Ho frequentato il Conservatorio a Torino (se
avessi voluto
studiare violino, Mario Ferraris del Conservatorio di Alessandria era il
massimo) facendo
il pendolare. Poi a Milano dove c’erano i migliori
professori d’Italia.
Il
direttore era il fratello di Claudio Abbado.
Era
una mia necessità già all’epoca, di confrontarmi con il meglio che c’era.
Bisogna perseverare,
niente è regalato. Nel frattempo studiavo all’Università di Bologna (DAMS)
dove mi sono laureato. Nel 1980 a venti anni, ho inventato un festival di música
e poesia in Alessandria, Acqui e Cassine.
In un
mese abbiamo fatto trenta manifestazioni. C’erano artisti quali Pontiggia,
Donatoni, Castiglioni, Ferneyhought, Tamayo e altri divenuti poi molto
importanti. Ripetuto l’anno successivo, ha avuto settanta articoli sulla stampa
nazionale. A Monaco di
Baviera mi sono specializzato seguendo Celibidache, grande compositore e
direttore d’orchestra.
Ho incominciato a lavorare soprattutto all’estero facendo il direttore
d’orchestra e il compositore. Ho tenuto letture in varie università, a Tel Aviv
alla Sorbona, a Città del Messico, ecc. In seguito ho avuto il posto
all’Università di Salvador Bahia come insegnante solo per i dottorandi. Lì ho conosciuto
mia moglie Graca Reis, cantante lirica anche lei insegnante. Sono stati dodici anni
di bella vita, dove ho fatto molte cose e iniziato a interessarmi della canzone
“colta”, conoscendo i maggiori artisti brasiliani.
Quasi
per scherzo a circa quaranta anni ho cominciato a scrivere canzoni. Ne è scaturito
un CD Brizzi do Brasil interpretato da Caetano Veloso, Gilberto Gil, Virginia Rodrigues,
Teresa Salgueiro, Tom Zè, Carlinhos Brown, Arnaldo Antunes, Margareth Menezes,
Augusto de Campos, Ala dos Namorados e Olodum, che ha vinto il premio come miglior disco
dell’anno. Nel 2004 un brano è stato selezionato dalla A. Hepburn Foundation per l’Unicef.
Nel 2005, un mio musical coprodotto dal Theatre National de Chaillot di Parigi ha avuto
55 rappresentazioni in Francia per 4 mesi. Poi la grande bomba (sic).
Mia
moglie mi dice: Perché non andiamo in Alessandria? Tuo padre ha 86 anni (ora ne
ha 91, vive da solo, gli hanno rinnovato la patente e coltiva l’orto), la
ragazza deve fare il liceo. Con molto profitto, ora è all’ultimo anno al Plana,
ha un volto che somiglia a Sonia Braga (bellissima attrice brasiliana ndr). E
così mi ritrovo dopo tanti anni
a operare in Alessandria, o meglio, preferisco dire IN EUROPA, cioè in uno
spazio aperto, creativo e senza frontiere, soprattutto culturali ed economiche,
come base, non come lavoro. Mi muovo spesso in auto, nell’ambito geográfico dove
più produco: Italia del Nord, Svizzera, Austria, Germania, etc.’
Giunge una chiamata del padre al
cellulare.
Che bello! Il dialogo avviene in
dialetto! ‘Sino
ad agosto - continua – sono stato a Parigi,
dove in autunno ci sarà la prima, spero con successo, della mia composizione operística
Gabriel & Gabriel al Theatre Dunois.
Canterà
anche mia moglie. E poi il mio progetto che coltivo da trent’anni: la
riproduzione, con i dovuti addattamenti, di GELINDO a S. Paolo in Brasile.
Un’opera con atmosfera stile barocco interpretata da cantanti lirici (Madonna,
S. Giuseppe…) e di
musica popolare “colta” (pastori Tirsi, Maffè…)’.
A una mia specifica richiesta
puntualizza con un pizzico di rammarico: ‘Mi rendo
conto
che vivere in Alessandria non corrisponde alla possibilità, almeno in campo
artistico nel quale mi trovo impegnato, di lavorarci. Ma ove posso produrre,
nel mio studio, ciò che poi presento all’Europa e al mondo.
Voler
presentare i miei progetti in ambito locale, e qui non vorrei essere frainteso,
non si tratta di snobismo, non è materialmente possibile,data la situazione
attuale di crisi economica, politica, e qui spero di sbagliarmi, culturale, che
rende estremamente difficile la vita artistica soprattutto in molti dei centri piccoli
e medi come il nostro.’
Di tanto altro si è parlato.
Nell’accomiatarci avverto ‘a pelle’ una reciproca simpatia.
Per parte mia mi sento arricchito dalla
conoscenza, non solo dell’artista, ma anche dell’uomo di cui la nostra
comunità, a mio parere, deve essere orgogliosa.