lunes, 30 de julio de 2012

1997 - Concerto per FEDERICO e GIULIETTA









1997 – Omaggio a Fellini: il grande musicista brasiliano Caetano Veloso, in concerto il 30/10 al Teatro Nuovo di Dogana, a San Marino, con Per Federico e Giulietta.


Foto: Roberto Ugolini (Italia)


La Repubblica, 14/9/1997 - SPETTACOLI E TV

CAETANO VELOSO: OMAGGIO A FELLINI

ROMA - Omaggio in musica di Caetano Veloso a Fellini. 'Concerto per Federico e Giulietta' è il titolo del recital che uno dei più grandi interpreti della storia della musica brasiliana terrà in esclusiva mondiale il 30 ottobre al Teatro Nuovo di Dogana nella Repubblica di San Marino. Ma non ci sarà solo musica per ricordare il regista. Le immagini dei suoi film costituiranno l' aspetto visivo della manifestazione. Il concerto si svolgerà infatti nell' ambito di un omaggio dedicato, oltre che a Federico Fellini, anche a sua moglie, Giulietta Masina. Promossa dalla Midway su di un progetto di Manuela Fabbri e Werther Casali, la manifestazione comprende anche una mostra, in programma nell' ex convento di Santa Chiara, a San Marino, dal 29 ottobre al 9 novembre. La mostra raccoglie alcune delle più belle foto scattate - da Mimmo Catarinich, Franco Pinna e Tazio Secchiaroli - sui set dei film diretti dal regista e interpretati da Giulietta Masina. L' attrice è stata la protagonista di La strada del 1954, Il bidone realizzato nel 1955, Le notti di Cabiria del 1957 che gli frutta un Oscar. E poi Giulietta degli spiriti nel 1965 e Ginger e Fred nel 1986. L' iniziativa è interamente a favore dell' Associazione Fellini presieduta da Maddalena, la sorella del regista.

Il concerto di Caetano Veloso è un autentico evento che offre al musicista di Bahia di dare voce al suo grande amore per il cinema e in particolare a quello felliniano. Veloso ha coltivato a lungo il sogno di incontrare Fellini e forse anche per questa ragione ha accolto l' invito rivoltogli da Maddalena Fellini. Della scaletta del concerto, che vedrà in scena Veloso con un gruppo di cinque elementi, farà parte anche il brano intitolato 'Giulietta Masina', un pezzo ispirato alle Notti di Cabiria. Nel programma del concerto sono previsti anche alcuni temi musicali di Nino Rota, il musicista che a partire da La strada (suo il celebre leit-motiv della tromba di Gelsomina) ha instaurato un sodalizio fortissimo con il regista.






l’Unità, Mercoledì 29 ottobre 1997

Domani al teatro Nuovo di Dogana, a San Marino, il tributo del compositore brasiliano al regista

Veloso: «Il mio omaggio a Federico Fellini l’uomo che m’ha insegnato le emozioni»

«A Santo Amaro, la cittadina vicino a Bahia dove sono nato, c’erano due cinema ed a quell’epoca i film italiani e francesi
arrivavano nella stessa quantità delle pellicole statunitensi. Il maestro di La Strada è stato decisivo nella mia formazione».

Luigi Quaranta

RIMINI. «La prima volta che ho suonato in Italia la mia canzone dedicata a Giulietta Masina è stato in un auditorium, quello di Bari, intitolato a Nino Rota; veramente un caso straordinario».

Comincia da questo ricordo Caetano Veloso a dipanare il filo che lo ha portato a Rimini per il concerto di omaggio a Federico Fellini e a Giulietta Masina che terrà domani al teatro Nuovo di Dogana, a San Marino (l’interaoperazione Per Federico e Giuletta che comprende anche una mostra di fotografie dei set felliniani scattate da grandi fotografi, ideata da Manuela Fabbri è stata resa possibile anche dal governo della piccola Repubblica che devolverà l’incasso alla Associazione Fellini).

Infagottato di velluto arancione, nel grande freddo che si è abbattuto sulla Riviera il ricordo corre all’infanzia: «A Santo Amaro (la cittadina dello stato di Bahia dove Veloso è nato, N.d.R.) c’erano due cinema e i film li tenevano perdue giorni. Così io riuscivo adandare a cinema praticamente ogni giorno.
Allora in Brasile i film italiani e francesi arrivavano nelle sale più o meno nella stessa quantità in cui arrivavano i film americani e quindi il grande cinema europeo ha contribuito grandemente alla mia formazione intellettuale. Quello di Fellini però ha fatto qualcosa di più ha contribuito alla mia formazione psicologica e affettiva.
Quando a quindici anni vidi La Strada rimasi un giorno senza mangiare a pensare a Zampanò che non guarda mai il cielo se non nella scena finale,mifece piangere
la storia di quell’uomo che non ha mai visto il cielo e che lo guardasolo dopo essere stato distrutto; da allora e pertutta l’adolescenza ho sognato di parlare con Federico e Giuletta, ero certo che quelle conversación mi avrebbero svelato il mistero della vita».

E oggi, finalmente è a Rimini; cosa pensa di aver trovato di felliniano quaggiù?
«So bene che Fellini ha sempre meticolosamente ricostruito instudio la “sua” Rimini, ma devo dire chel’attraversamento notturno che ho fatto della città quando sono arrivato, con questi globi giallastri dell’illuminazione, con le strade deserte e malinconiche dell’autunno, mi è sembrato di essere nelle atmosfere dei suoi
film. E poi inquesto albergo (il Grand Hotel, teatro di tante scene di Amarcord, N.d.R.) il caso ieri mi ha riservato di imbattermi in una comitiva di turisti americani
che festeggiava Halloween. Vagavano in queste sale vestiti chi da fantasma, chi da scheletro, chi con una zucca intesta: veramente Molto felliniano!»

Questo progetto per Federico e Giulietta è un omaggio, ma anche un lavoro sulla memoria, la sua memoria, un po’ in continuazione con il lavoro che stava dietro al disco e al tour «Fina Estampa», con la riproposizione delle canzoni degli anni Quaranta e Cinquanta che asoltava in casa da bambino...
«Sì, come ho detto è un omaggio alle emozioni che quei filmmi procuravano,
e che poi sono riemerse ad esempio nella canzone dedicata a Giulietta, al viso di Gelsomina che mi si impresse nell’anima, ma anche un lavoro sulla musica di quei film: il tema della Strada e poi, più avanti della Dolce vita e di Otto e Mezzo sono un pezzo fondamentale della mia formazionemusicale, e li ho rielaborati e riarrangiati per questo concerto insieme a Jacques Morelenbaum. Lavorando sulla
musica di Nino Rota mi sono convinto per altro che lui stesso lavorava sul ricordo, sulla memoria. Ma un posto particolare nel concerto, dal quale sarà realizzato un disco, avrà anche Coimbra, una classica canzone portoghese che Federico Fellini usò in quello straordinario film sul Novecento che a mio avviso è “E la nave va”».

Sta lavorando anche ad un suo nuovo disco, che segnerà il ritorno
delle sue composizioni dopo questo periodo dedicato alla musica scritta da altri.
«Si chiamerà Livro, da un lato perchè è stato concepito nello stesso periodo in cui stavo scrivendo il mio primo libro che proprio in questi giorni uscirà in libreria
in Brasile; dall’altro perchè vuol’essere un gioco provocatorio verso una parte della cultura brasiliana, verso certi circoli intellettuali che sembrano mal sopportare
il ruolo culturale e il riconoscimento di pubblico che ha il lavoro di gente come Chico Buarque de Hollanda, Gilberto Gil o me stesso. Quanto alla musica, agli arrangiamenti ai quali ha collaborato ancora una volta Morelenbaum, credo che la cosa più significativa e relativamente nuova rispetto ai miei ultimi lavori sarà l’uso delle percussioni, nel quale si sentirà forte l’influenza Della tradizione musicale di strada di Bahia».

Questo per lei è un momento creativo molto intenso: nonsololamusica, ma c’è anche il cinema con il suo esordio nella regia, la letteratura. Si senteunartistacompleto?
«No, nonmi considero un artista completo. Quando ero giovane, dipingevo,
Mi occupavo con passione di cinema, pensado di diventare forse un regista, mai un musicista. Poi invece mi ha preso la musica, ma questo in Brasile capita molto facilmente, a meno che non si faccia proprio uno sforzo, tanta è la forza della musica popolare nel mio paese».




La Repubblica, 2/11/1997 - SPETTACOLI E TV

MAGICO VELOSO SULLA STRADA DI FELLINI

Gino Castaldo

SAN MARINO - Chi altro, se non Caetano Veloso, avrebbe potuto accettare di montare un concerto per una sola sera, tutto costruito nel ricordo di Federico Fellini, di Giulietta Masina e delle splendide musiche dei loro film? Atto insensato, secondo le logiche ordinarie del mercato musicale, ma proprio per questo sublime, motivato solo da ragioni per così dire superiori. Tanto più che tra pochi giorni uscirà un nuovo album di Caetano, il primo da molto tempo, che non ha nulla a che vedere con questa storia. Miracoli di certa provincia italiana, ma è un fatto che proprio a San Marino, dove di solito accade veramente poco, grazie all' intercessione di Maddalena Fellini, è stata realizzata questa esclusiva mondiale, questa unica e irripetibile serata che forse, ma solo forse, verrà pubblicata su un disco. Veloso ha preteso come unica condizione di poter dormire nella suite che normalmente Fellini occupava al Grand Hotel di Rimini. Per ispirarsi meglio. E l' effetto si è visto. Il concerto, organizzato nel piccolo e modesto cinema teatro della Dogana Vecchia, ha preso il volo appena si sono spente le luci. Come d' incanto si era subito altrove, e la voce di Caetano ha intonato il tema tratto da 'La dolce vita', conducendo per mano gli spettatori, assolutamente incantati, in un inedito viaggio di memoria, tutto rigorosamente centrato sulla suggestione dei film di Fellini. Ha raccontato dell' effetto che fece nella provincia di Bahia l' apparizione del film 'La strada' , proprio quando un altro vento di cambiamento spazzava la vita musicale del paese. Più o meno nello stesso periodo dalla radio si cominciava a sentire il primo soffio della bossa nova, che Caetano ha ricordato riproponendo 'Chega de saudade' , poi ha pescato nel suo repertorio le canzoni che in qualche modo legava ai film di Fellini: 'Lua lua lua' , che non eseguiva da vent' anni, e poi subito 'Luna rossa' , pensando alla 'Voce della luna' , inframmezzando questi ricordi personali ai temi de 'La strada' e di 'Le notti di Cabiria' , occasione per un divertente racconto di un finto mago orientale che all' epoca della sua adolescenza girava per i paesini dell' entroterra bahiano, rimanendo a digiuno per quaranta giorni chiuso in una teca di vetro. E poi ha cantato 'Giulietta Masina' , una canzone scritta molti anni fa e che era piaciuta molto all' attrice. Per Caetano le musiche di Rota erano straordinarie proprio perché raccoglievano suggestioni dai mondi più lontani, unendo la sagacia del popolare all' aristocrazia del gusto (definizione che non casualmente potrebbe essere riferita allo stesso Caetano), e allora ha dimostrato coincidenze e similitudini mescolando 'Le notti di Cabiria' alla melodia del celebre fado portoghese 'Coimbra' , ha girato intorno all' immaginario sonoro e cinematografico passando da 'Patricia' a 'Let' s face the music and dance' , ovviamente riferito a 'Ginger e Fred' , ben sorretto dal maestro arrangiatore e violoncellista Jacques Morelenbaum, che ormai gode di un piccolo culto tutto suo da parte degli appassionati, e da una ristretta band di chitarra, contrabasso e batteria. Niente tastiere, niente suoni artificiali, ovviamente, e in compenso il solito incantesimo di cui Caetano è capace quando canta e suona davanti a un pubblico. Curioso notare che Caetano è uno di quelli che nella vita pensava di fare tutt' altro (il precedente più celebre è Presley, convinto fino alla fine di essere più dotato per la recitazione). Curioso perchè proprio con la voce Caetano compie autentici prodigi, trasforma e rende personale qualsiasi materiale, compresa una versione di 'Come prima' , cantata con soave e leggiadra intensità. Alla fine il pubblico, consapevole di aver assistito ad un evento non solo speciale, ma forse irripetibile, ha applaudito in piedi per un quarto d' ora.
Voleva continuare a sognare questo ponte poetico tra il mondo di Fellini e quello di Caetano Veloso che, per tutta risposta, ha proposto al pubblico di cantare insieme a lui il tema di Gelsomina, in un clima di invincibile commozione che a Fellini e la Masina sarebbe piaciuto molto.




 










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